notturno (come un canto breve) - mario roccato

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notturno (come un canto breve)

 


Non vi è molto da dire, su questo scritto che mi ha impegnato forse da un giorno lontano, ma il cui parto è durato pochissimo, solo qualche giorno ultimo di travaglio.
Rileggendolo mi stupisco, perché in queste righe ho messo un po' dei volumi interi del mio sapere, eppure non raccolgo nulla.
Sì, mi sento un poco vuoto, ora, forse come una madre che ha partorito ed ora si chiede – già – di un'altra creatura.
Ma i figli si fanno per lasciarli scorazzare il mondo, e dunque non ho ripreso la penna per aggiungere alcuna nuova riga, là dove ciò che è nato è già meraviglia, prima ancora che essere mistero.
Non c’è molto da leggere, qui.
Forse, è solo da sentire dentro.
Un silenzio.


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